Paduli, spari alla moglie: il 38enne piange e non riesce a parlare, il suo esame rinviato di una settimana

Mercoledì 28 ottobre, in tribunale a Benevento, doveva parlare il vigilante di 38 anni accusato del tentato femminicidio della moglie, aggravato dalla premeditazione, e di aver portato un'arma in un luogo pubblico. Il 2 febbraio, a Paduli, la donna, di 46 anni, era stata ferita in modo grave a colpi di fucile. L'uomo prima si è commosso e ha pianto, poi si è bloccato e non è più riuscito a parlare. (Ottopagine)
Su richiesta della difesa la giudice dell'udienza preliminare, Maria Amoruso, ha rinviato di una settimana il suo esame. Dopo le sue risposte erano previste la discussione e la sentenza: il processo si fa con il rito abbreviato, quello che si decide sugli atti e, in caso di condanna, riduce la pena. (Ottopagine)
Secondo l'accusa, quel giorno l'uomo raggiunse la casa della moglie in contrada Femmina Arsa con un fucile semiautomatico e le sparò due colpi mentre lei apriva l'auto, ferendola all'addome e al braccio sinistro; poi sparò un terzo colpo contro il portone. Fu arrestato dai carabinieri. Per gli inquirenti non accettava che la moglie avesse chiesto la separazione giudiziale. Durante la convalida aveva detto di essere arrabbiato, ma di non volerla uccidere. (Ottopagine)
I fatti
- 2 febbraioA Paduli la donna viene ferita a colpi di fucile; il marito è arrestato dai carabinieri. (Ottopagine)
- 28 ottobreIn aula l'imputato non riesce a parlare: il suo esame è rinviato di una settimana. (Ottopagine)
Seguici
Le notizie di Benevento e del Sannio appena escono, sul telefono.