Ricerca e sviluppo: credito d'imposta del 10% sulle spese delle imprese fino al 2031
- Chi può chiederlo
- Tutte le imprese, Commercianti, Artigiani, Turismo, bar e ristoranti, Agricoltori e agroalimentare
- Chi lo dà
- Stato
- Che cosa è
- Credito d'imposta
- Quanto
- 10% delle spese, fino a 5 milioni di euro l'anno
- Scadenza
- Vale per le spese fino al periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2031
- Per cosa
- Innovazione e ricerca, Investire
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Cos'è
Sconto sulle tasse per le imprese che fanno ricerca fondamentale, ricerca industriale o sviluppo sperimentale: il 10% delle spese torna come credito da usare in compensazione con il modello F24.
A chi si rivolge
Tutte le imprese residenti in Italia, comprese le sedi stabili di imprese estere, di qualsiasi forma, settore e dimensione. Sono escluse quelle in liquidazione, fallimento o altre procedure concorsuali e quelle con sanzioni interdittive (d.lgs. 231/2001). Bisogna rispettare le norme sulla sicurezza sul lavoro ed essere in regola con i contributi.
Cosa prevede
Dal 2023 al 2031 il credito è del 10% delle spese di ricerca e sviluppo, fino a 5 milioni di euro l'anno, al netto di altri contributi avuti per le stesse spese. Le spese vanno certificate da un revisore legale: le imprese non obbligate alla revisione possono aggiungere al credito il costo della certificazione, fino a 5.000 euro. Serve anche una relazione tecnica asseverata.
Come si chiede
Il credito si scrive nella dichiarazione dei redditi e si usa solo in compensazione con il modello F24, dall'anno dopo la spesa. Per usarlo in compensazione va mandata la comunicazione con il modulo del Ministero dalla piattaforma del GSE, con la firma elettronica qualificata del legale rappresentante.
Controllato il 31 ottobre 2026 sul sito ufficiale. Prima di fare domanda leggi sempre il bando ufficiale.