Come foglie d'autunno: il Sannio ricorda i suoi ragazzi caduti nella Grande Guerra
Oggi, mercoledì 4 novembre, è la Giornata dell'Unità nazionale e delle Forze armate: non è festa, si lavora e le scuole sono aperte. Ricorda il giorno del 1918 in cui per l'Italia finì la Prima guerra mondiale, che costò la vita a più di mezzo milione di soldati. Nella banca dati dell'Archivio di Stato di Benevento le schede dei caduti sanniti sono circa 3.500, secondo un nostro conteggio. Stamattina le cerimonie a Benevento, in piazza Castello e in Prefettura, e in molti paesi della provincia; a Roma e a Firenze quelle dello Stato.

- Il 4 novembre 1918, alle 15, cessarono i combattimenti tra Italia e Austria-Ungheria: l'armistizio era stato firmato il giorno prima a Villa Giusti, vicino a Padova. A mezzogiorno il Comando Supremo aveva diffuso il Bollettino della Vittoria. (Treccani – Villa Giusti, Musée de l'Armée, il Giornale, Catalogo ICCD – Bollettino della Vittoria (Carrara))
- Quanti soldati italiani morirono non si sa con esattezza. L'Albo d'oro ufficiale ha 529.025 nomi; Alessio Fornasin, dell'Università di Udine, stima circa 558mila morti; la cifra tradizionale è circa 650mila; una stima di Pierluigi Scolè, citata da Fornasin, arriva a circa 700mila. Tra i caduti dell'Albo d'oro, più di uno su tre morì di malattia e non in combattimento. (Fornasin 2017)
- Nella banca dati dell'Archivio di Stato di Benevento sui caduti della Grande Guerra si contano circa 3.500 schede; 272 sono di soldati nati a Benevento città. È un nostro conteggio, non una cifra ufficiale. Tra loro ci sono ragazzi di 17, 18 e 19 anni. (Archivio di Stato di Benevento – banca dati caduti, Archivio di Stato di Benevento – PDF Benevento, Archivio di Stato di Benevento – scheda Fiorenza, Archivio di Stato di Benevento – scheda Viscione, Archivio di Stato di Benevento – scheda Buonopane)
- Il 4 novembre non è un giorno festivo dal 1977: si lavora e le scuole sono aperte. Dal 2024 si chiama per legge «Giornata dell'Unità nazionale e delle Forze armate». (Normattiva – legge 54/1977, Gazzetta Ufficiale – legge 27/2024)
- Stamattina alle 9, all'Altare della Patria, la corona al Milite Ignoto con il presidente Mattarella e il ministro Crosetto; alle 11:30 la cerimonia militare a Firenze; stasera dalle 21:40, su Rai 1, la serata «Insieme – La forza che unisce». Dopo la morte di quattro militari italiani in Bosnia, il 29 ottobre, il ministro Crosetto ha detto che il lutto cambia il programma della festa, a partire dal Villaggio Difesa al Circo Massimo. (Ministero della Difesa – programma 2026, AGI, Il Post – elicottero in Bosnia, Ministero della Difesa – Villaggio Difesa)
- A Benevento la cerimonia è stamattina in piazza Castello, al Monumento ai Caduti: le notizie di ieri dicono alle 11:30, il Comune il 30 ottobre scriveva dalle 10:30. Poi in Prefettura le Medaglie d'Onore agli ex internati nei lager nazisti. Strade chiuse dalle 7 e bus deviati fino alle 12. Cerimonie anche ad Arpaia, San Martino Sannita, Sant'Agata de' Goti, Amorosi, Colle Sannita, Torrecuso, Dugenta, Moiano e San Lorenzo Maggiore; a Pannarano domani, giovedì 5 novembre. (Lab TV, TV7 – Medaglie d'Onore, Comune di Benevento, BeneventoNews24, Comune di Arpaia, Comune di San Martino Sannita, Comune di Sant'Agata de' Goti, Comune di Amorosi – ordinanza 26, Comune di Colle Sannita – ordinanza 76, NTR24 – Torrecuso, Comune di Dugenta, Comune di Moiano, Comune di San Lorenzo Maggiore, NTR24 – Pannarano)
I caduti del Sannio nella Grande Guerra, 1915-1918
Le 3.547 schede dell'Archivio di Stato di Benevento, paese per paese: per ognuno il padre, la nascita, il grado e il reparto, quando, dove e come è morto.
Apri il PDF · 183 pagine, 2,3 MBPerché il 4 novembre: le 15 del 1918

Per l'Italia la Prima guerra mondiale cominciò il 24 maggio 1915 e durò 41 mesi. Finì con l'armistizio di Villa Giusti, una villa vicino a Padova: lì, il 3 novembre 1918, lo firmarono la delegazione austro-ungarica e quella italiana, guidata dal generale Pietro Badoglio. Le condizioni furono accettate nel pomeriggio e i combattimenti dovevano cessare 24 ore dopo. (Catalogo ICCD – Bollettino della Vittoria (Carrara), Treccani – Villa Giusti, Musée de l'Armée)
Il cessate il fuoco scattò alle 15 del 4 novembre 1918. Per questo l'Italia ricorda il 4 e non il 3: il Ministero della Difesa scrive che in questo giorno si ricorda l'armistizio di Villa Giusti, «entrato in vigore il 4 novembre 1918», che permise agli italiani di «rientrare nei territori di Trento e Trieste». (Musée de l'Armée, il Giornale, Ministero della Difesa – Cenni storici)
A mezzogiorno di quel 4 novembre il Comando Supremo diffuse il Bollettino della Vittoria, firmato dal generale Armando Diaz. Lo aveva scritto, come al solito, il colonnello Siciliani; Diaz lo corresse, lo integrò e lo firmò. Dice che la guerra contro l'Austria-Ungheria «è vinta» e si chiude così: «I resti di quello che fu uno dei più potenti eserciti del mondo risalgono in disordine e senza speranza le valli, che avevano disceso con orgogliosa sicurezza». (Catalogo ICCD – Bollettino della Vittoria (Carrara), Treccani – Diaz)
Il testo del Bollettino fu fuso nel bronzo dei cannoni presi al nemico ed è esposto nelle caserme di tutta Italia. Una di queste lastre sta in cima al monte Grappa, sulla facciata della caserma Milano. (Catalogo ICCD – Bollettino della Vittoria (Cima Grappa))
Quanti erano e quanti anni avevano
Gli uomini chiamati alle armi in Italia furono 5.038.809: è la cifra del volume del 1927 curato dall'ufficio statistico dell'esercito, ripresa da Alessio Fornasin dell'Università di Udine. Quasi tutti venivano dalle classi nate tra il 1874 e il 1900. Al fronte, secondo una relazione di Angelo Bitti tenuta nel 2015 all'Archivio di Stato di Terni, ne andarono circa 4,2 milioni. (Fornasin 2017, Bitti 2015)
Quanti morirono non si sa con precisione. L'Albo d'oro, l'elenco ufficiale dei caduti pubblicato in 28 volumi tra il 1926 e il 1964, contiene 529.025 nomi. Fornasin stima che i militari morti siano stati circa 558.000. La cifra tradizionale, nata negli anni Venti dagli studi di Gini, Livi e Mortara, è di circa 650.000; il dato italiano usato dopo la guerra nelle richieste di riparazioni era 652.000, secondo l'Enciclopedia Italiana del 1933. Una stima di Pierluigi Scolè, citata da Fornasin, arriva a circa 700.000. Un opuscolo del Ministero della Difesa del 1988 scrive 680.000 morti e 1.050.000 tra feriti e mutilati. Emilio Gentile, nel Libro dell'Anno 2014 della Treccani, conta 578.000 morti tra i combattenti, 57.000 morti in prigionia, 60.000 che non tornarono e 451.540 invalidi. (Fornasin 2017, Treccani – Guerra mondiale, Ministero della Difesa – Milite Ignoto (opuscolo 1988), Treccani – Il tramonto della modernità)
Contando i soli nomi dell'Albo d'oro, morì circa un chiamato su dieci. E non tutti caddero in battaglia: tra i caduti registrati, il 60,2 per cento morì per ferite o risultò disperso, il 35,5 per cento morì di malattia, il 4,3 per cento per incidenti o scomparve. Fornasin lo riassume così: «circa un soldato italiano su tre non cadde combattendo». Sette caduti su dieci erano fanti. (Fornasin 2017)
I ragazzi del '99 sono i nati nel 1899. Furono chiamati alle armi nel 1917, l'anno in cui compivano diciotto anni, e mandati al fronte a rinforzare i reparti che avevano avuto gravi perdite sull'Ortigara, intorno a Monfalcone e a Caporetto. L'Archivio di Stato di Bergamo scrive che «rinsaldarono la linea sul Piave, scalarono le impervie alture del Monte Grappa, si distinsero a Vittorio Veneto». Quanti di loro morirono in tutta Italia non l'abbiamo trovato in nessuna fonte aperta: Fornasin spiega che con i dati nazionali ricostruire l'età dei caduti è molto difficile, se non impossibile. (Archivio di Stato di Bergamo, Fornasin 2017)
La guerra si vede anche nei numeri dell'Istat sui morti in Italia, che contano tutti i decessi e non solo quelli al fronte: nel 1915 furono 171mila più dell'anno prima, nel 1917 96mila più del 1916, e nel 1918, l'anno della spagnola, 334mila più del 1917, l'aumento più alto di sempre. Nel 1919, per la prima volta dall'Unità, la popolazione era diminuita: 600mila persone in meno rispetto al 1915. (Istat – Una terza guerra mondiale, Istat – Storia demografica)
Il Milite Ignoto: una madre ad Aquileia

«Dopo la Grande Guerra, migliaia di famiglie rimasero senza una tomba su cui piangere i propri figli», scrive il Ministero della Difesa. L'idea di seppellire a Roma un soldato senza nome, in rappresentanza di tutti, la propose il generale Giulio Douhet nel 1920, sulle colonne del giornale «Il Dovere». Una legge dell'agosto 1921 la rese possibile. (Ministero della Difesa – Verso il 4 novembre, Ministero della Difesa – La scelta di Maria Bergamas, Treccani – Milite ignoto, Il Post – Milite Ignoto, Ministero della Difesa – Milite Ignoto (opuscolo 1988))
Furono raccolte undici salme di soldati non identificati, una per ogni zona del fronte: Rovereto, Dolomiti, Altipiani, Grappa, Montello, Basso Piave, Cadore, Gorizia, Basso Isonzo, San Michele e il tratto da Castagnevizza al mare. Chiuse in undici casse di legno uguali, furono portate da Gorizia alla basilica di Aquileia. Lì, durante la notte, le bare furono spostate più volte, perché nessuno potesse sapere da dove venisse ciascuna. La cerimonia della scelta si tenne il 28 ottobre 1921. (Treccani – Milite ignoto, Ministero della Difesa – La scelta di Maria Bergamas, Ministero della Difesa – Milite Ignoto (opuscolo 1988))
A scegliere fu una madre, Maria Bergamas. Suo figlio Antonio era nato in terra ancora austriaca e aveva lasciato l'esercito austriaco per combattere con l'Italia, arruolato con un nome falso. Sottotenente, medaglia d'argento, cadde sul monte Cimone il 18 giugno 1916. Fu sepolto nel cimitero di guerra di Marcesina, sull'Altipiano dei Sette Comuni, ma un bombardamento sconvolse le tombe e da allora risultò disperso. Il tenente Tognasso, che era presente, raccontò che la donna arrivò davanti alla penultima bara e, «chiamando il figliolo, si piegò, cadde prostrata e ansimante in ginocchio abbracciando quel feretro». Le altre dieci salme furono sepolte ad Aquileia, nel cimitero di guerra accanto alla basilica; anni dopo Maria Bergamas fu sepolta lì, accanto a loro. (Ministero della Difesa – La scelta di Maria Bergamas, Treccani – Milite ignoto, Il Post – Milite Ignoto)
La bara partì il 29 ottobre su un treno che andava pianissimo e passò per le stazioni di Udine, Treviso, Venezia, Padova, Rovigo, Ferrara, Bologna, Pistoia, Prato, Firenze, Arezzo, Chiusi e Orvieto. Lungo i binari la gente si inginocchiava. Arrivò a Roma il 2 novembre e restò nella basilica di Santa Maria degli Angeli. Il 4 novembre 1921, portata a spalla da dodici decorati di medaglia d'oro e accompagnata dalle bandiere di guerra di 355 reggimenti, fu sepolta all'Altare della Patria, al Vittoriano, sotto la statua della dea Roma. Oggi la tomba è vegliata giorno e notte dalle Guardie d'Onore, con due fiamme sempre accese. (Il Post – Milite Ignoto, Treccani – Milite ignoto, Ministero della Difesa – Milite Ignoto (opuscolo 1988), Ministero della Difesa – Cenni storici)
Il sacrario di Redipuglia, inaugurato nel 1938 su progetto dell'architetto Giovanni Greppi e dello scultore Giannino Castiglioni, custodisce i resti di 100.187 caduti: 39.857 hanno un nome, gli altri no. È il più grande sacrario militare italiano. Sul monte Grappa riposano 12.615 italiani, di cui 10.332 ignoti, e 10.295 austriaci. (Ministero della Difesa – Redipuglia, Ministero della Difesa – Cenni storici, Ministero della Cultura – Redipuglia)
I caduti del Sannio: circa 3.500 schede

Per i caduti del Sannio c'è una fonte pubblica: la banca dati dell'Archivio di Stato di Benevento, fatta sui ruoli matricolari del Distretto militare di Benevento. Si cerca per cognome, nome, paese di nascita e reparto; ogni scheda dice quando e dove il soldato è nato, il grado, il reparto, dove, quando e come è morto. In tutto le schede sono 3.547, secondo il nostro conteggio. Sono schede e non persone: la banca dati comprende anche paesi che oggi stanno in Molise o nel Casertano, e qualche nome compare due volte. Per i soli paesi dell'attuale provincia, compresi gli emigrati iscritti lì, le schede sono 3.436. Le abbiamo messe tutte, paese per paese, nel PDF «I caduti del Sannio nella Grande Guerra», nel riquadro «Da scaricare» più in alto. (Archivio di Stato di Benevento – banca dati caduti, Archivio di Stato di Benevento – scheda Urciuoli, Archivio di Stato di Benevento – scheda Orciuoli)
Benevento, con 272 schede di soldati nati in città, è il comune che ne ha di più. Poi San Bartolomeo in Galdo con 161, Sant'Agata de' Goti e Morcone con 122 ciascuno, Colle Sannita con 95, Guardia Sanframondi con 91, San Giorgio la Molara con 89, Montesarchio con 85, San Marco dei Cavoti con 79, Pontelandolfo con 75. Pannarano, il paese della lapide nella foto, ne ha 53; il comune con meno schede è Ponte, con 10. Ci sono anche soldati nati in Brasile e negli Stati Uniti, iscritti in comuni del Sannio. (Archivio di Stato di Benevento – banca dati caduti, Archivio di Stato di Benevento – PDF Benevento)
Dalle schede si vede anche quando morirono. Contando le date: 481 nel 1915, 875 nel 1916, 906 nel 1917, 1.064 nel 1918. E non finì con l'armistizio: 147 morti nel 1919 e 37 nel 1920, quasi tutti di malattia. In circa una scheda su tre la causa della morte è una malattia. I nati nel 1899, i ragazzi del '99, sono 127; quelli del 1900, 60. Sono conteggi nostri sui documenti dell'Archivio, non cifre ufficiali. (Archivio di Stato di Benevento – banca dati caduti, Archivio di Stato di Benevento – PDF Benevento)
Arturo Buonopane, figlio di Angelo, nato a Benevento il 20 gennaio 1899, sottotenente del 3° reggimento bersaglieri, morì il 16 giugno 1918 sul monte Valbella per le ferite riportate in combattimento: aveva 19 anni. Giuseppe Noce, figlio di Antonio, nato a Benevento il 24 febbraio 1899, soldato del 210° reggimento fanteria, morì due giorni dopo, il 18 giugno 1918, sul Piave, anche lui a 19 anni. Saverio Fiorenza, figlio di Carmine, nato a Benevento il 18 novembre 1900, soldato del 13° reggimento fanteria, morì di malattia a Sulmona il 18 maggio 1918: aveva 17 anni e mezzo ed è il più giovane tra i nati in città che compaiono nelle schede. Erminio Viscione, figlio di Beniamino, nato a Benevento il 12 maggio 1900, soldato del 17° reggimento artiglieria da campagna, morì a Novara il 24 ottobre 1918 per un infortunio «per fatto di guerra», a 18 anni, undici giorni prima della fine. (Archivio di Stato di Benevento – scheda Buonopane, Archivio di Stato di Benevento – scheda Noce, Archivio di Stato di Benevento – scheda Fiorenza, Archivio di Stato di Benevento – scheda Viscione, Archivio di Stato di Benevento – PDF Benevento)
Nel nostro conteggio, dieci schede hanno come data di morte il 4 novembre 1918, l'ultimo giorno di guerra sul fronte italiano. Michele Narciso, figlio di Raffaele, nato a Morcone l'8 maggio 1896, soldato del 4° reggimento artiglieria da campagna, risulta «disperso il 4 novembre 1918 in combattimento», a 22 anni. Giuseppe Capasso, nato a San Marco dei Cavoti il 23 marzo 1889, morì lo stesso giorno in Francia, da soldato dell'esercito degli Stati Uniti, per ferite riportate in combattimento. Il capitano Manfredi Urciuoli, nato a Benevento il 31 ottobre 1869, morì invece sul Carso il 20 luglio 1915, a 45 anni. (Archivio di Stato di Benevento – banca dati caduti, Archivio di Stato di Benevento – scheda Narciso, Archivio di Stato di Benevento – PDF Morcone, Archivio di Stato di Benevento – scheda Capasso, Archivio di Stato di Benevento – scheda Urciuoli)
I tigli, le lapidi e il monumento di piazza Castello
Nei paesi il ricordo prese la forma di lapidi, monumenti e Parchi della Rimembranza, con un albero per ogni caduto. A San Marco dei Cavoti il parco fu inaugurato il 27 maggio 1923 con 78 tigli, uno per ciascuno dei 78 caduti del paese, ognuno con una targhetta con grado, nome, data di nascita e di morte. Il monumento in bronzo che vi fu messo l'anno dopo portava la scritta «Sappiate vivere come noi morimmo»; i tedeschi lo smontarono e lo portarono via il 17 luglio 1943. A Circello il parco davanti alla chiesa di San Vito aveva olmi, forse tanti quanti i 59 caduti del paese: si ammalarono e nel 1995 furono tagliati e sostituiti con altri alberi. (Catalogo ICCD – Parco della Rimembranza di San Marco dei Cavoti, Catalogo ICCD – Parco della Rimembranza di Circello)
In almeno tre paesi i monumenti li pagarono, in tutto o in parte, gli emigrati in America. Il monumento di San Bartolomeo in Galdo, del 1923, porta la scritta della Società di mutuo soccorso Leonardo Bianchi di Philadelphia «ai concittadini caduti per la patria»; la Vittoria alata di San Giorgio la Molara la vollero «i concittadini emigrati di New York»; a San Marco dei Cavoti tra i maggiori finanziatori del parco c'erano emigrati in America. A Montesarchio i nomi sono su una targa di bronzo del 1931 sulla facciata del Municipio; a Vitulano su lastre di bronzo in piazza Santissima Trinità. I numeri dei monumenti non sempre coincidono con le schede dell'Archivio: per Vitulano la scheda del monumento parla di 78 caduti, mentre le schede d'archivio dei nati in paese sono 47; per Montefalcone di Val Fortore 43 contro 55. (Catalogo ICCD – San Bartolomeo in Galdo, Catalogo ICCD – San Giorgio la Molara, Catalogo ICCD – Parco della Rimembranza di San Marco dei Cavoti, Catalogo ICCD – Montesarchio, Catalogo ICCD – Vitulano, Catalogo ICCD – Montefalcone di Val Fortore, Archivio di Stato di Benevento – banca dati caduti)
A Benevento il monumento ai Caduti sta al centro di piazza Castello, dove stamattina si depone la corona. Il Comune bandì un concorso nazionale in ricordo dei «215 beneventani caduti nella guerra del 1915-1918»: arrivarono ventiquattro bozzetti e nel marzo 1926 la giuria scelse all'unanimità il progetto dell'architetto Italo Mancini e dello scultore Publio Morbiducci. L'opera è del 1929 e fu inaugurata l'8 dicembre di quell'anno. Gli stessi due autori firmarono poi il Monumento al Bersagliere di Porta Pia, a Roma. (Catalogo ICCD – Monumento ai caduti di Benevento, Gazzetta di Benevento (2/9/2026), Wikipedia – Italo Mancini, Catalogo ICCD – la Vittoria di Benevento)
Il monumento è una gradinata con un basamento, due fontane con teste di lupo in bronzo e due fasce di rilievi con scene di guerra che ricordano la colonna Traiana: i soldati all'attacco, il soccorso dei feriti, i cannoni, le trincee. In cima c'è una Vittoria alata con la spada e lo scudo con lo stemma della città. Le scritte dicono «Benevento ai suoi caduti» e portano i nomi delle principali battaglie, tra cui San Michele, Doberdò, Monte Nero, Sabotino, Oslavia, San Gabriele, Gorizia, Bainsizza, Piave e Vittorio Veneto. (Catalogo ICCD – Monumento ai caduti di Benevento, Catalogo ICCD – la Vittoria di Benevento, Catalogo ICCD – rilievi di Benevento)
Sullo stesso monumento una scritta ricorda i duemila caduti della città bombardata nell'estate del 1943 e un'altra i figli morti su tutti i fronti della Seconda guerra mondiale. Secondo l'Atlante delle stragi naziste e fasciste, nel 1943 i bombardamenti alleati su Benevento causarono circa 2.000 vittime. Nel 1967 la città ricevette la medaglia d'oro al valor civile, ricordata da una lapide nella corte di Palazzo Paolo V. Anche le Medaglie d'Onore che oggi si consegnano in Prefettura riguardano quella guerra: vanno agli italiani deportati e internati nei lager nazisti. (Catalogo ICCD – Monumento ai caduti di Benevento, Atlante delle stragi naziste e fasciste, TV7 – Medaglie d'Onore, Lab TV)
Come lo ricorda lo Stato: non è festa, ma è la Giornata

Il 4 novembre fu dichiarato festivo per la prima volta nel 1919, poi di nuovo nel 1921 per la sepoltura del Milite Ignoto. Nel 1922 un decreto lo proclamò «definitivamente» festa nazionale e dal 1923 si chiamò «Anniversario della vittoria». Nel 1949 la Repubblica lo mise tra i giorni festivi come «giorno dell'unità nazionale». Nel 1977 la legge 54 lo tolse dai giorni festivi e spostò la celebrazione alla prima domenica di novembre: secondo la relazione di un disegno di legge presentato al Senato, il motivo fu la crisi economica di quegli anni e la volontà di ridurre le feste in mezzo alla settimana. La stessa legge del 1977 dice che, quando cade in un giorno feriale, non è vacanza per le scuole e non riduce l'orario. (Senato – fascicolo DDL 1696, Normattiva – legge 260/1949, Normattiva – legge 54/1977)
La legge 27 del 1° marzo 2024, approvata in via definitiva alla Camera con 206 voti favorevoli e 46 astenuti, ha dato alla data il nome di oggi: «Giornata dell'Unità nazionale e delle Forze armate». La stessa legge dice però che la Giornata «non determina gli effetti civili» di un giorno festivo: oggi si lavora, gli uffici sono aperti e le scuole fanno lezione. Istituzioni e scuole possono organizzare cerimonie, incontri, mostre e testimonianze. Gli edifici pubblici espongono la bandiera, come prevede per il 4 novembre una legge del 1949. (Gazzetta Ufficiale – legge 27/2024, ANSA (2024), Normattiva – legge 260/1949)
Il programma dello Stato comincia stamattina alle 9 a Roma, all'Altare della Patria, con la corona d'alloro sulla tomba del Milite Ignoto, alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, del ministro della Difesa Guido Crosetto e delle più alte cariche dello Stato. Alle 11:30 Mattarella presiede la cerimonia militare a Firenze. Firenze è stata scelta per il ruolo che ebbe nella Grande Guerra, quando fu un centro logistico e sanitario, cioè di rifornimenti e di cure, e per ricordare l'aiuto dato dalle Forze armate alla popolazione nell'alluvione del 4 novembre 1966. Le due cerimonie sono trasmesse in diretta streaming dalla Difesa; stasera, dalle 21:40 su Rai 1, dal Villaggio Difesa al Circo Massimo, va in onda la serata «Insieme – La forza che unisce». (Ministero della Difesa – programma 2026)
Il 29 ottobre un elicottero militare italiano, un CH-47 Chinook della missione europea Eufor Althea, è caduto in Bosnia Erzegovina, vicino a Brčko. Sono morti quattro militari, due dell'Esercito e due del Corpo militare volontario della Croce Rossa Italiana; a bordo c'erano quindici persone e le altre undici sono rimaste ferite. I morti sono Simone Ruggia, sergente dell'Esercito e pilota, 30 anni, di Salerno; Claudio Marchesi, sergente dell'Esercito e specialista di bordo, 35 anni, di Orvieto; Franco Adriano Zecchillo, tenente della Croce Rossa, 64 anni; Laura Procacci, sergente della Croce Rossa, 24 anni, di Andria, alla sua prima missione all'estero. Il ministro Crosetto ha detto che il lutto cambierà quello che era previsto per il 4 novembre, a partire dal Villaggio Difesa al Circo Massimo, che il Ministero ha trasformato in «uno spazio di raccoglimento, di memoria e di partecipazione». (Il Post – elicottero in Bosnia, Il Post – militari in Bosnia, AGI, Ministero della Difesa – Villaggio Difesa)
Oggi il personale della Difesa porta la spilla del Myosotis, il «non ti scordar di me», simbolo del ricordo «in onore dei Caduti di tutte le guerre e delle missioni internazionali di pace». Per i caduti nelle missioni di pace c'è anche una giornata a parte, il 12 novembre, lo stesso giorno dell'attentato di Nassiriya, in Iraq: il 12 novembre 2003 morirono 19 italiani, 12 carabinieri, 5 militari dell'Esercito e 2 civili. Nel messaggio per il 4 novembre 2021 Mattarella scrisse: «L'intero popolo italiano guarda con sentimenti di commozione a tutte le vittime delle guerre». (Ministero della Difesa – programma 2026, Normattiva – legge 162/2009, Ministero della Difesa – Nassiriya, ANSA (2021))
Nel Sannio oggi: piazza Castello e i paesi
A Benevento la cerimonia è promossa dalla Prefettura, e la prefetta Raffaela Moscarella ha invitato i cittadini a partecipare. In piazza Castello, al Monumento ai Caduti, si depone la corona d'alloro e si fa l'alzabandiera; poi, nel Salone di rappresentanza della Prefettura, si consegnano le Medaglie d'Onore agli italiani, militari e civili, che nella Seconda guerra mondiale furono deportati e internati nei lager nazisti e costretti al lavoro forzato. I nomi dei premiati non sono stati resi noti. L'ora d'inizio: le notizie di ieri, martedì 3 novembre (Lab TV, NTR24 e TV7), dicono alle 11:30; il Comune, il 30 ottobre, scriveva «a partire dalle ore 10:30». (Lab TV, NTR24 – programma di Benevento, TV7 – Medaglie d'Onore, Comune di Benevento)
Dalle 7 di stamattina fino alla fine della cerimonia, a Benevento sono chiuse al traffico e alla sosta piazza Castello, piazza IV Novembre, via del Sole e il primo tratto di viale degli Atlantici, fino a via XXIV Maggio: il divieto di sosta vale anche per i residenti, con la rimozione delle auto. In viale dei Rettori, tra via Perasso e via Pertini, si passa solo in uscita da via Perasso. Dalle 7 alle 12 le linee urbane AIR Campania 01, 02, 03, 06, 07, 12 e 21 cambiano percorso: da viale dei Rettori vanno per via Pertini e via Calandra. (Comune di Benevento, Comune di Benevento – ordinanza 450, BeneventoNews24, AIR Campania)
Oggi il Teatro Romano di Benevento si visita gratis: il 4 novembre è, con il 25 aprile e il 2 giugno, una delle tre date di ingresso libero nei musei e nei siti statali, e il Teatro Romano è nell'elenco del Ministero della Cultura. L'orario invernale indicato dal Ministero è dalle 9 alle 17:40, con ultimo ingresso alle 17:20. (Ministero della Cultura – 4 novembre 2026, TV7 – Teatro Romano, Ministero della Cultura – Teatro romano di Benevento)
Nei paesi le cerimonie sono quasi tutte in mattinata, e in molte ci sono le scuole. A San Martino Sannita si parte alle 8:45 dal plesso scolastico «Rodari» con gli studenti e alle 9 si depone la corona sulla lapide dei caduti in piazza Carpentieri, con i Bersaglieri della sezione Guido Chiavelli. A Sant'Agata de' Goti il corteo parte dal Municipio alle 10:15 e alle 10:30 c'è la corona al monumento in piazza Trieste. A Torrecuso la banda gira per il paese dalle 9:15, la messa è alle 10 e alle 10:40 parte il corteo fino al monumento di piazza Mellusi, dove si leggono i nomi della lapide; poi una corona al cimitero, e nella Bottega di Mast'Orazio c'è una mostra fotografica sulle due guerre mondiali. Ad Arpaia la messa è alle 11:30 nella chiesa di San Michele Arcangelo, con gli interventi degli alunni; poi il corteo porta la corona alla lapide in piazza Ponzio Sannita, chiusa al traffico dalle 10. A Moiano la celebrazione comincia alle 9:30 e il Comune invita a esporre il tricolore. A Dugenta la cerimonia è in piazza Unità d'Italia, per i 70 anni dell'autonomia del Comune, e chi è nelle Forze armate o di polizia è invitato a venire in uniforme. (Comune di San Martino Sannita, Comune di Sant'Agata de' Goti, NTR24 – Torrecuso, Comune di Arpaia, Comune di Arpaia – ordinanza 25, Comune di Moiano, Comune di Dugenta)
Ad Amorosi la corona al monumento in piazza Umberto I la depongono il Comune e la sezione locale dell'ANFI, l'Associazione nazionale finanzieri d'Italia, con gli studenti della scuola «Manzoni»; la piazza e le strade intorno sono chiuse dalle 9:30 alle 12. A Colle Sannita piazza Flora e un tratto di corso Umberto I sono chiusi dalle 8:30 alle 12:30 per la cerimonia, con la corona d'alloro e le autorità civili e militari. A San Lorenzo Maggiore via Roma è chiusa dalle 10, tra il civico 39 e il 7, per il corteo delle autorità. A Pannarano la cerimonia è invece domani, giovedì 5 novembre, alle 10:30 in piazza dei Martiri, al monumento ai Caduti: alzabandiera, corona, il saluto del sindaco Antonio Iavarone e letture, canti e poesie dei bambini delle scuole, con le associazioni d'arma. (Comune di Amorosi – ordinanza 26, Comune di Colle Sannita – ordinanza 76, Comune di San Lorenzo Maggiore, NTR24 – Pannarano, Comune di Pannarano – ordinanza 29)
Domande e risposte
Il 4 novembre è festa? Si lavora?
No, non è festivo dal 1977: la legge 54 di quell'anno ha tolto il 4 novembre dai giorni festivi. La legge 27 del 2024, che l'ha chiamato «Giornata dell'Unità nazionale e delle Forze armate», dice espressamente che la Giornata non ha gli effetti civili di un giorno festivo. Oggi si lavora come in un normale mercoledì. (Normattiva – legge 54/1977, Gazzetta Ufficiale – legge 27/2024)
Le scuole sono aperte?
Sì. La legge del 1977 dice che la ricorrenza, quando cade in un giorno feriale, non è un giorno di vacanza e non riduce l'orario delle scuole di ogni ordine e grado. Molte scuole partecipano alle cerimonie con gli alunni, come a San Martino Sannita, Torrecuso, Arpaia e Amorosi. (Normattiva – legge 54/1977, Comune di San Martino Sannita, NTR24 – Torrecuso, Comune di Arpaia, Comune di Amorosi – ordinanza 26)
Dove e a che ora è la cerimonia a Benevento?
Stamattina in piazza Castello, al Monumento ai Caduti: le notizie di ieri, martedì 3 novembre, dicono che comincia alle 11:30; il Comune, il 30 ottobre, scriveva dalle 10:30. Poi in Prefettura la consegna delle Medaglie d'Onore agli ex internati nei lager. Le strade intorno alla piazza sono chiuse dalle 7 e i bus urbani sono deviati fino alle 12. (Lab TV, NTR24 – programma di Benevento, TV7 – Medaglie d'Onore, Comune di Benevento, BeneventoNews24)
Dove vedo la cerimonia nazionale?
In diretta streaming dal Ministero della Difesa: alle 9 la corona all'Altare della Patria a Roma, sul sito e sui canali social della Difesa; alle 11:30 la cerimonia militare a Firenze con il presidente Mattarella. Stasera, dalle 21:40, Rai 1 trasmette dal Circo Massimo la serata «Insieme – La forza che unisce». (Ministero della Difesa – programma 2026)
Come cerco un caduto della mia famiglia?
Per il Sannio c'è la banca dati «Caduti della grande guerra» dell'Archivio di Stato di Benevento, su asbn.cultura.gov.it: si cerca per cognome, nome, paese di nascita o reparto. Per tutta l'Italia c'è la Banca dati dei caduti e dispersi della Prima guerra mondiale del Ministero della Difesa, legata all'Albo d'oro, che si consulta per cognome. (Archivio di Stato di Benevento – banca dati caduti, Ministero della Difesa – Banca dati caduti)
Il Teatro Romano è davvero gratis?
Sì. Il 4 novembre è una delle tre date dell'anno, con il 25 aprile e il 2 giugno, in cui i musei e i siti statali sono a ingresso libero, e il Teatro Romano di Benevento è nell'elenco del Ministero della Cultura. L'orario invernale indicato dal Ministero è dalle 9 alle 17:40, ultimo ingresso alle 17:20. (Ministero della Cultura – 4 novembre 2026, Ministero della Cultura – Teatro romano di Benevento, TV7 – Teatro Romano)
Quanti soldati italiani morirono nella Grande Guerra?
Non c'è una cifra sola. L'Albo d'oro ufficiale ha 529.025 nomi; lo studioso Alessio Fornasin stima circa 558mila morti; la cifra tradizionale, nata negli anni Venti, è circa 650mila; il dato italiano usato dopo la guerra per le riparazioni era 652mila, secondo l'Enciclopedia Italiana; un opuscolo del Ministero della Difesa del 1988 scrive 680mila; una stima di Pierluigi Scolè, citata da Fornasin, arriva a circa 700mila. Tra i caduti dell'Albo d'oro, più di uno su tre morì di malattia e non in combattimento. (Fornasin 2017, Treccani – Guerra mondiale, Ministero della Difesa – Milite Ignoto (opuscolo 1988))
Giorno per giorno
- 24 maggio 1915L'Italia entra in guerra contro l'Austria-Ungheria. (Catalogo ICCD – Bollettino della Vittoria (Carrara))
- 20 luglio 1915Muore sul Carso il capitano Manfredi Urciuoli, nato a Benevento nel 1869. (Archivio di Stato di Benevento – scheda Urciuoli)
- 24 ottobre 1917Comincia la battaglia di Caporetto: secondo l'Enciclopedia Italiana del 1933, 10.000 morti, 30.000 feriti e quasi 300.000 prigionieri. Nello stesso anno sono chiamati alle armi i nati nel 1899. (Treccani – Guerra mondiale, Archivio di Stato di Bergamo)
- 15-24 giugno 1918Battaglia del Piave. In quei giorni muoiono il sottotenente Arturo Buonopane, il 16 giugno sul monte Valbella, e il soldato Giuseppe Noce, il 18 sul Piave: tutti e due nati a Benevento, 19 anni. (Ministero della Difesa – Milite Ignoto (opuscolo 1988), Archivio di Stato di Benevento – scheda Buonopane, Archivio di Stato di Benevento – scheda Noce)
- 3 novembre 1918A Villa Giusti, vicino a Padova, Italia e Austria-Ungheria firmano l'armistizio, che entra in vigore il giorno dopo. (Treccani – Villa Giusti, Musée de l'Armée, Ministero della Difesa – Cenni storici)
- 4 novembre 1918A mezzogiorno il Bollettino della Vittoria di Diaz; alle 15 cessano i combattimenti. Nel nostro conteggio, dieci schede dell'Archivio di Stato di Benevento hanno questa data di morte. (Catalogo ICCD – Bollettino della Vittoria (Carrara), Musée de l'Armée, Archivio di Stato di Benevento – banca dati caduti)
- 19 ottobre 1919Un regio decreto dichiara festivo il 4 novembre 1919; nel 1922 un altro decreto lo proclama «definitivamente» festa nazionale. (Senato – fascicolo DDL 1696)
- 28 ottobre 1921Ad Aquileia Maria Bergamas sceglie, tra undici bare, quella del Milite Ignoto. Il treno parte il 29 e arriva a Roma il 2 novembre. (Ministero della Difesa – La scelta di Maria Bergamas, Il Post – Milite Ignoto)
- 4 novembre 1921Il Milite Ignoto è sepolto all'Altare della Patria, a Roma, portato a spalla da dodici decorati di medaglia d'oro. (Ministero della Difesa – Milite Ignoto (opuscolo 1988))
- 27 maggio 1923A San Marco dei Cavoti si inaugura il Parco della Rimembranza: 78 tigli, uno per ogni caduto del paese. (Catalogo ICCD – Parco della Rimembranza di San Marco dei Cavoti)
- 8 dicembre 1929Si inaugura in piazza Castello il Monumento ai Caduti di Benevento, di Italo Mancini e Publio Morbiducci. (Catalogo ICCD – Monumento ai caduti di Benevento, Gazzetta di Benevento (2/9/2026))
- estate 1943I bombardamenti alleati su Benevento causano circa 2.000 vittime; nel 1967 la città riceve la medaglia d'oro al valor civile. (Atlante delle stragi naziste e fasciste, Catalogo ICCD – Monumento ai caduti di Benevento)
- 5 marzo 1977La legge 54 toglie il 4 novembre dai giorni festivi: da allora si lavora e le scuole sono aperte. (Normattiva – legge 54/1977)
- 12 novembre 2003Attentato di Nassiriya, in Iraq: 19 italiani morti. Dal 2009 il 12 novembre è la Giornata del ricordo dei caduti militari e civili nelle missioni di pace. (Ministero della Difesa – Nassiriya, Normattiva – legge 162/2009)
- 1° marzo 2024La legge 27 istituisce la «Giornata dell'Unità nazionale e delle Forze armate», senza renderla festiva. (Gazzetta Ufficiale – legge 27/2024)
- 29 ottobre 2026Un elicottero Chinook italiano cade in Bosnia Erzegovina: morti quattro militari, feriti gli altri undici a bordo. (Il Post – elicottero in Bosnia, AGI)
- 4 novembre 2026Alle 9 la corona all'Altare della Patria con Mattarella e Crosetto, alle 11:30 la cerimonia militare a Firenze; a Benevento la cerimonia in piazza Castello e le Medaglie d'Onore in Prefettura. (Ministero della Difesa – programma 2026, Lab TV)
Cosa non si sa ancora
- L'ora esatta della cerimonia di Benevento: il Comune, il 30 ottobre, scriveva «a partire dalle ore 10:30»; le notizie di ieri, martedì 3 novembre, dicono alle 11:30. Sul sito della Prefettura, ieri sera, il comunicato non c'era.
- Quanti furono davvero i caduti del Sannio: le circa 3.500 schede dell'Archivio di Stato sono un nostro conteggio, con qualche nome ripetuto; una cifra ufficiale in una fonte aperta non l'abbiamo trovata, e i numeri dei monumenti dei paesi a volte sono diversi da quelli delle schede.
- Quanti sanniti morirono nella Seconda guerra mondiale: un totale in una fonte aperta non l'abbiamo trovato.
- Quanti ragazzi del '99 morirono in tutta Italia: un dato nazionale sull'età dei caduti non l'abbiamo trovato.
Le notizie collegate
- Benevento, mercoledì 4 novembre chiuse piazza Castello, piazza IV Novembre e via del Sole per la Giornata delle Forze armate
- Benevento, mercoledì 4 novembre bus urbani deviati dalle 7 alle 12 per la cerimonia in piazza Castello
- Benevento, il Teatro Romano gratis mercoledì 4 novembre per la Giornata delle Forze Armate
- Torrecuso, il 4 novembre banda, messa, corteo fino al monumento ai Caduti e mostra sulle due guerre
- Colle Sannita, mercoledì 4 novembre chiusi piazza Flora e un tratto di corso Umberto I dalle 8:30 alle 12:30 per la cerimonia ai caduti
- Arpaia, il 4 novembre messa per i caduti con gli alunni e corona d'alloro alla lapide in piazza Ponzio Sannita
- Amorosi, mercoledì 4 novembre chiuse piazza Umberto I e le strade intorno dalle 9:30 alle 12 per la cerimonia ai caduti
- San Lorenzo Maggiore, via Roma chiusa al traffico mercoledì 4 novembre dalle 10 per la Giornata delle Forze armate
- Pannarano, giovedì 5 novembre chiuse via Campitiello per lavori e piazza dei Martiri per la festa delle Forze armate
Fonti
- Treccani – Villa Giusti: VILLA GIUSTI · Enciclopedia Italiana, 1937
- Treccani – Guerra mondiale: GUERRA MONDIALE · Enciclopedia Italiana, 1933
- Treccani – Milite ignoto: MILITE IGNOTO · Enciclopedia Italiana, 1934
- Treccani – Diaz: DIAZ, Armando Vittorio · Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 39, 1991
- Treccani – Il tramonto della modernità: Il tramonto della modernità · Il Libro dell'Anno 2014
- Musée de l'Armée: « 1918, armistice(s) », episode 7 – The News blog · consultata il 3 nov 2026
- il Giornale: Dopo 100 anni tornano a casa calamaio e pennino della Pace · 5 nov 2019
- Catalogo ICCD – Bollettino della Vittoria (Carrara): Bollettino della Vittoria, lapide documentaria, Carrara – Catalogo generale dei Beni culturali · consultata il 3 nov 2026
- Catalogo ICCD – Bollettino della Vittoria (Cima Grappa): Bollettino della Vittoria, lapide celebrativa, Cima Grappa – Catalogo generale dei Beni culturali · consultata il 3 nov 2026
- Fornasin 2017: I caduti della Basilicata nella Grande guerra. Esplorazioni sull'Albo d'oro (Alessio Fornasin, Popolazione e Storia 1/2017) · 2017
- Bitti 2015: Uomini al fronte: contadini in trincea, operai in fabbrica (Angelo Bitti, Archivio di Stato di Terni) · 26 nov 2015
- Istat – Una terza guerra mondiale: Una terza guerra mondiale? Il quarto picco di mortalità nella storia demografica dell'Italia unita · 31 mag 2021
- Istat – Storia demografica: Storia demografica dell'Italia dall'Unità a oggi · consultata il 3 nov 2026
- Archivio di Stato di Bergamo: I ragazzi del '99 – Archivio di Stato di Bergamo · consultata il 3 nov 2026
- Ministero della Difesa – Cenni storici: Cenni storici – 4 Novembre 2026 · consultata il 3 nov 2026
- Ministero della Difesa – programma 2026: 4 Novembre 2026: Giornata dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate · consultata il 3 nov 2026
- Ministero della Difesa – Villaggio Difesa: Villaggio Difesa · consultata il 3 nov 2026
- Ministero della Difesa – Verso il 4 novembre: Verso il 4 novembre: il Milite Ignoto · 27 ott 2026
- Ministero della Difesa – La scelta di Maria Bergamas: 1921-2021: 100 anni del Milite Ignoto. La cerimonia di Aquileia e la scelta di Maria Bergamas · 9 set 2021
- Ministero della Difesa – Milite Ignoto (opuscolo 1988): MILITE IGNOTO (copia in omaggio) a cura del Ministero della Difesa – Commissariato generale per le onoranze ai Caduti in guerra · 1988
- Ministero della Difesa – Redipuglia: Sacrari militari della 1ª guerra mondiale – Redipuglia (copia in omaggio) · consultata il 3 nov 2026
- Ministero della Difesa – Banca dati caduti: Banca Dati dei Caduti e Dispersi 1ª Guerra Mondiale · consultata il 3 nov 2026
- Ministero della Difesa – Nassiriya: 20 anni dall'attentato di Nassiriya, targa commemorativa per i caduti in aula Commissione Difesa alla Camera dei Deputati · consultata il 3 nov 2026
- Ministero della Cultura – Redipuglia: Museo del sacrario militare di Redipuglia – Ministero della cultura · consultata il 3 nov 2026
- Ministero della Cultura – 4 novembre 2026: 4 NOVEMBRE 2026 – Ministero della cultura · 14 ott 2026, aggiornata il 29 ott 2026
- Ministero della Cultura – Teatro romano di Benevento: Teatro romano di Benevento - Ministero della cultura · consultata il 3 nov 2026
- Il Post – Milite Ignoto: Da dove viene il Milite Ignoto · 4 nov 2016
- Il Post – elicottero in Bosnia: Un elicottero militare italiano è precipitato in Bosnia Erzegovina · 29 ott 2026
- Il Post – militari in Bosnia: Cosa fanno i militari italiani in Bosnia Erzegovina · 30 ott 2026
- AGI: Elicottero italiano precipitato in Bosnia, quattro militari morti · 29 ott 2026
- Normattiva – legge 260/1949: LEGGE 27 maggio 1949, n. 260 – Disposizioni in materia di ricorrenze festive · consultata il 3 nov 2026
- Normattiva – legge 54/1977: LEGGE 5 marzo 1977, n. 54 – Disposizioni in materia di giorni festivi · consultata il 3 nov 2026
- Normattiva – legge 162/2009: LEGGE 12 novembre 2009, n. 162 · consultata il 3 nov 2026
- Gazzetta Ufficiale – legge 27/2024: LEGGE 1 marzo 2024, n. 27 – Istituzione della Giornata dell'Unita' nazionale e delle Forze armate · 16 mar 2024
- Senato – fascicolo DDL 1696: Senato della Repubblica, XVIII Legislatura, Fascicolo Iter DDL S. 1696 – Ripristino della celebrazione del 4 novembre quale festività nazionale · consultata il 3 nov 2026
- ANSA (2024): La Camera istituisce la Giornata dell'Unità e delle Forze Armate · 28 feb 2024
- ANSA (2021): 4 novembre, Mattarella: 'La memoria di tutte le vittime delle guerre sia stimolo per gli italiani' · 3 nov 2021
- Archivio di Stato di Benevento – banca dati caduti: Caduti Grande Guerra – Archivio di Stato Benevento · consultata il 3 nov 2026
- Archivio di Stato di Benevento – PDF Benevento: Archivio di Stato di Benevento – I caduti della prima guerra mondiale – Provincia di Benevento · consultata il 3 nov 2026
- Archivio di Stato di Benevento – PDF Morcone: Archivio di Stato di Benevento – I caduti della prima guerra mondiale – Provincia di Benevento (ricerca per luogo di nascita: Morcone) · consultata il 3 nov 2026
- Archivio di Stato di Benevento – scheda Buonopane: Scheda Caduto BUONOPANE Arturo · consultata il 3 nov 2026
- Archivio di Stato di Benevento – scheda Noce: Scheda Caduto NOCE Giuseppe · consultata il 3 nov 2026
- Archivio di Stato di Benevento – scheda Fiorenza: Scheda Caduto FIORENZA Saverio · consultata il 3 nov 2026
- Archivio di Stato di Benevento – scheda Viscione: Scheda Caduto VISCIONE Erminio · consultata il 3 nov 2026
- Archivio di Stato di Benevento – scheda Narciso: Scheda Caduto NARCISO Michele · consultata il 3 nov 2026
- Archivio di Stato di Benevento – scheda Capasso: Scheda Caduto CAPASSO Giuseppe · consultata il 3 nov 2026
- Archivio di Stato di Benevento – scheda Urciuoli: Scheda Caduto URCIUOLI Manfredi · consultata il 3 nov 2026
- Archivio di Stato di Benevento – scheda Orciuoli: Scheda Caduto ORCIUOLI Manfredi · consultata il 3 nov 2026
- Catalogo ICCD – Monumento ai caduti di Benevento: Monumento ai caduti della prima e della seconda guerra mondiale, Benevento – Catalogo generale dei Beni culturali · consultata il 3 nov 2026
- Catalogo ICCD – la Vittoria di Benevento: Vittoria alata, Monumento ai caduti, Benevento – Catalogo generale dei Beni culturali · consultata il 3 nov 2026
- Catalogo ICCD – rilievi di Benevento: Rilievo, figure di soldati in combattimento, Monumento ai caduti, Benevento – Catalogo generale dei Beni culturali · consultata il 3 nov 2026
- Catalogo ICCD – Parco della Rimembranza di San Marco dei Cavoti: Parco della Rimembranza di San Marco dei Cavoti – Catalogo generale dei Beni culturali · consultata il 3 nov 2026
- Catalogo ICCD – Parco della Rimembranza di Circello: Parco della Rimembranza di Circello – Catalogo generale dei Beni culturali · consultata il 3 nov 2026
- Catalogo ICCD – San Bartolomeo in Galdo: Monumento ai caduti, San Bartolomeo in Galdo – Catalogo generale dei Beni culturali · consultata il 3 nov 2026
- Catalogo ICCD – San Giorgio la Molara: Monumento ai caduti, San Giorgio la Molara – Catalogo generale dei Beni culturali · consultata il 3 nov 2026
- Catalogo ICCD – Montesarchio: Monumento ai caduti, Montesarchio – Catalogo generale dei Beni culturali · consultata il 3 nov 2026
- Catalogo ICCD – Vitulano: Monumento ai caduti, Vitulano – Catalogo generale dei Beni culturali · consultata il 3 nov 2026
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- NTR24 – Torrecuso: Torrecuso celebra il 4 Novembre: una giornata dedicata all'Unità Nazionale e alle Forze Armate · 2 nov 2026
- Comune di Dugenta: 4 Novembre 2026 – Giornata dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate: Avviso pubblico · 13 ott 2026
- Comune di Moiano: GiORNATA DELL'UNITA' NAZIONALE E DELLE FORZE ARMATE · 1 nov 2026
- NTR24 – Pannarano: A Pannarano il 5 Novembre si celebrerà la Giornata dell'Unità Nazionale e Festa delle Forze Armate · 3 nov 2026
- Comune di Pannarano – ordinanza 29: Istituzione del divieto di transito e sosta in Piazza dei Martiri del 5-11-2026 - Giorno dell'Unità nazionale e Festa delle Forze Armate · 3 nov 2026