Reddito di libertà: fino a 530 euro al mese per le donne vittime di violenza
- Chi può chiederlo
- Famiglie e cittadini
- Chi lo dà
- Stato
- Che cosa è
- Contributo mensile pagato in un'unica soluzione
- Quanto
- Fino a 530 euro al mese per massimo 12 mesi
- Scadenza
- Scade giovedì 31 dicembre · fra 64 giorni
- Per cosa
- Sociale, Giovani e donne
Vai al bando ufficiale per fare domanda ›
Cos'è
Contributo per le donne vittime di violenza, con o senza figli, seguite da un centro antiviolenza e dai servizi sociali, per aiutarle a uscire dalla violenza: autonomia abitativa e personale, studi dei figli.
A chi si rivolge
Donne vittime di violenza residenti in Italia (italiane, comunitarie, straniere con regolare permesso di soggiorno, comprese rifugiate e titolari di protezione sussidiaria), in condizione di povertà per uno stato di bisogno straordinario o urgente dichiarato dal servizio sociale, seguite da un centro antiviolenza riconosciuto dalla Regione e da un servizio sociale.
Cosa prevede
Fino a 530 euro al mese per al massimo 12 mensilità, concessi in un'unica soluzione, nei limiti delle risorse di ogni Regione (le Regioni possono aggiungerne di proprie). È compatibile con altri aiuti come l'Assegno di inclusione. Le domande presentate entro il 31 dicembre 2025 e respinte per mancanza di fondi vanno ripresentate nel 2026.
Come si chiede
La domanda si fa tramite il Comune con il modulo INPS SR208. Il centro antiviolenza attesta il percorso di autonomia e il servizio sociale lo stato di bisogno. Il Comune verifica i requisiti e invia la domanda all'INPS: data e ora di invio fissano il posto nella graduatoria regionale.
Controllato il 28 ottobre 2026 sul sito ufficiale. Prima di fare domanda leggi sempre il bando ufficiale.